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Les Rèveurs nous Vident, ils Doivent mourir avant qu' Ils nous TUENT avec leurs MAudITS Rèves...

" Abattre le MYTHE "

mais qu'est-ce que je suis en trin de dire...suivant ce raisonnement il faudrait me tuer moi aussi!!!!
Et oui, Car je suis une incorrigible Reveuse..
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# Postato sabato 05 luglio 2008 14:43
Modificato sabato 05 luglio 2008 18:12

mwah!!!

mwah!!!
beh..non ho molta ispirazione per cui ho deciso di scrivere un articolo su di me..cioe' sulle radici del mio nome..non so se lo sapete ma mi chiamo Dafne, personalmente non vado pazza per questo nome ma non mi lamento..ce ne sono di peggiori!!!
Insomma, per me e' stata dura perche' in verita' si scrive Daphne e quasi nessuno ha mai saputo pronunciarlo correttamente, non mi chiedete il perche'. Non lo so...ancora me lo chiedo! Alla fine ho dovuto omettere il ph (eppure non e' difficile..p e h si pronuncia f !!!!!!!!!) perc he' ero stufa di dover precisare tutte le volte...e non c'e' mai stata una volta al Bowling che azzeccassero il mio nome! L' ultima volta che ci sono andata avevano scritto "DaphneY" !!!!! Ma dove l'avranno trovata la Y !!!???!! mah..
Ad ogni modo io adoro la mitologia e sono molto curiosa...insomma le radici del mio nome risalgono alla Grecia Antica, e piu precisamente al mito di Apollo e Dafne, che e' il piu famoso. Si trovano altre comparse del mio nome anche in altri miti meno conosciuti ma credo che quello di Apollo sia ben piu interessante e bello.



-Apollo : Ma anche in altro modo ho sfortuna in amore: pensa ai due che ho amato di più, a Dafne e a Giacinto
( anche il mito di giacinto e' bellissimo..ma ho paura di annoiarvi aggiungendo troppe cose!). Dafne mi odiò a tal punto, che preferì diventare un albero piuttosto che darsi a me; Giacinto lo perdetti ucciso dal disco ed ora in vece loro ho soltanto delle corone.


Apollo & Dafne da le Metamorfosi di Ovidio:
Il primo amore di Febo fu Dafne, figlia di Peneo, e non fu dovuto al caso, ma all'ira implacabile di Cupido.
Ancora insuperbito per aver vinto il serpente, il dio di Delo, vedendolo che piegava l'arco per tendere la corda: «Che vuoi fare, fanciullo arrogante, con armi così impegnative?» gli disse. «Questo è peso che s'addice alle mie spalle, a me che so assestare colpi infallibili alle fiere e ai nemici, a me che con un nugolo di frecce ho appena abbattuto Pitone, infossato col suo ventre gonfio e pestifero per tante miglia. Tu accontèntati di fomentare con la tua fiaccola, non so, qualche amore e non arrogarti le mie lodi». E il figlio di Venere: «Il tuo arco, Febo, tutto trafiggerà, ma il mio trafigge te, e quanto tutti i viventi a un dio sono inferiori, tanto minore è la tua gloria alla mia». Disse, e come un lampo solcò l'aria ad ali battenti, fermandosi nell'ombra sulla cima del Parnaso, e dalla faretra estrasse due frecce d'opposto potere: l'una scaccia, l'altra suscita amore. La seconda è dorata e la sua punta aguzza sfolgora, la prima è spuntata e il suo stelo ha l'anima di piombo. Con questa il dio trafisse la ninfa penea, con l'altra colpì Apollo trapassandogli le ossa sino al midollo. Subito lui s'innamora, mentre lei nemmeno il nome d'amore vuol sentire e, come la vergine Diana, gode nella penombra dei boschi per le spoglie della selvaggina catturata: solo una benda raccoglie i suoi capelli scomposti. Molti la chiedono, ma lei respinge i pretendenti e, decisa a non subire un marito, vaga nel folto dei boschi indifferente a cosa siano nozze, amore e amplessi. Il padre le ripete: «Figliola, mi devi un genero»; le ripete: «Bambina mia, mi devi dei nipoti»; ma lei, odiando come una colpa la fiaccola nuziale, il bel volto soffuso da un rossore di vergogna, con tenerezza si aggrappa al collo del padre: «Concedimi, genitore carissimo, ch'io goda», dice, «di verginità perpetua: a Diana suo padre l'ha concesso». E in verità lui acconsentirebbe; ma la tua bellezza vieta che tu rimanga come vorresti, al voto s'oppone il tuo aspetto. E Febo l'ama; ha visto Dafne e vuole unirsi a lei, e in ciò che vuole spera, ma i suoi presagi l'ingannano. Come, mietute le spighe, bruciano in un soffio le stoppie, come s'incendiano le siepi se per ventura un viandante accosta troppo una torcia o la getta quando si fa luce, così il dio prende fuoco, così in tutto il petto divampa, e con la speranza nutre un impossibile amore. Contempla i capelli che le scendono scomposti sul collo, pensa: 'Se poi li pettinasse?'; guarda gli occhi che sfavillano come stelle; guarda le labbra e mai si stanca di guardarle; decanta le dita, le mani, le braccia e la loro pelle in gran parte nuda; e ciò che è nascosto, l'immagina migliore. Ma lei fugge più rapida d'un alito di vento e non s'arresta al suo richiamo: «Ninfa penea, férmati, ti prego: non t'insegue un nemico; férmati! Così davanti al lupo l'agnella, al leone la cerva, all'aquila le colombe fuggono in un turbinio d'ali, così tutte davanti al nemico; ma io t'inseguo per amore! Ahimè, che tu non cada distesa, che i rovi non ti graffino le gambe indifese, ch'io non sia causa del tuo male! Impervi sono i luoghi dove voli: corri più piano, ti prego, rallenta la tua fuga e anch'io t'inseguirò più piano. Ma sappi a chi piaci. Non sono un montanaro, non sono un pastore, io; non faccio la guardia a mandrie e greggi come uno zotico. Non sai, impudente, non sai chi fuggi, e per questo fuggi. Io regno sulla terra di Delfi, di Claro e Tènedo, sulla regale Pàtara. Giove è mio padre. Io sono colui che rivela futuro, passato e presente, colui che accorda il canto al suono della cetra. Infallibile è la mia freccia, ma più infallibile della mia è stata quella che m'ha ferito il cuore indifeso. La medicina l'ho inventata io, e in tutto il mondo guaritore mi chiamano, perché in mano mia è il potere delle erbe. Ma, ahimè, non c'è erba che guarisca l'amore, e l'arte che giova a tutti non giova al suo signore!». Di più avrebbe detto, ma lei continuò a fuggire impaurita, lasciandolo a metà del discorso. E sempre bella era: il vento le scopriva il corpo, spirandole contro gonfiava intorno la sua veste e con la sua brezza sottile le scompigliava i capelli rendendola in fuga più leggiadra. Ma il giovane divino non ha più pazienza di perdersi in lusinghe e, come amore lo sprona, l'incalza inseguendola di passo in passo. Come quando un cane di Gallia scorge in campo aperto una lepre, e scattano l'uno per ghermire, l'altra per salvarsi; questo, sul punto d'afferrarla e ormai convinto d'averla presa, che la stringe col muso proteso, quella che, nell'incertezza d'essere presa, sfugge ai morsi evitando la bocca che la sfiora: così il dio e la fanciulla, un fulmine lui per la voglia, lei per il timore. Ma lui che l'insegue, con le ali d'amore in aiuto, corre di più, non dà tregua e incombe alle spalle della fuggitiva, ansimandole sul collo fra i capelli al vento. Senza più forze, vinta dalla fatica di quella corsa allo spasimo, si rivolge alle correnti del Peneo e: «Aiutami, padre», dice. «Se voi fiumi avete qualche potere, dissolvi, mutandole, queste mie fattezze per cui troppo piacqui». Ancora prega, che un torpore profondo pervade le sue membra, il petto morbido si fascia di fibre sottili, i capelli si allungano in fronde, le braccia in rami; i piedi, così veloci un tempo, s'inchiodano in pigre radici, il volto svanisce in una chioma: solo il suo splendore conserva. Anche così Febo l'ama e, poggiata la mano sul tronco, sente ancora trepidare il petto sotto quella nuova corteccia e, stringendo fra le braccia i suoi rami come un corpo, ne bacia il legno, ma quello ai suoi baci ancora si sottrae. E allora il dio: «Se non puoi essere la sposa mia, sarai almeno la mia pianta. E di te sempre si orneranno, o alloro, i miei capelli, la mia cetra, la faretra; e il capo dei condottieri latini, quando una voce esultante intonerà il trionfo e il Campidoglio vedrà fluire i cortei. Fedelissimo custode della porta d'Augusto, starai appeso ai suoi battenti per difendere la quercia in mezzo. E come il mio capo si mantiene giovane con la chioma intonsa, anche tu porterai il vanto perpetuo delle fronde!». Qui Febo tacque; e l'alloro annuì con i suoi rami appena spuntati e agitò la cima, quasi assentisse col capo.

-Lo so..e' un po lungo ma giuro che non vi pentirete di averlo letto..e' una storia bellissiima...veramente.

# Postato lunedì 30 giugno 2008 22:44

america

america
***AMERICA***

- Le jour où je serai trop âgée, je me tirerai une balle dans la tempe. -

...Aimer, c'est savourer, au bras d'un être cher, La quantité de ciel que Dieu mit dans la chair...

Tout corps couché prend la ligne de l'horizon de l'âme. L'endormi devient le réveillé de l'ombre.
[Platon]


-Il est doux de chanter, mais soyez-en certain : Les lèvres chantent seulement quand elles ne peuvent embrasser.

peut-etre devrais-je arreter d'etre si raisonnable...
*d' apres Ruben seul les passionne's vivent vraiment..*
et pourtant j'ai essaye' de me lacher,
de me lancer dans ce tourbillon d' emotions qu'est l'Amour..
RIEN a' faire; j'ai eu tout faux,
on m'a jete' comme une feuille morte sur un trottoir en ciment..

Aurais-je la force de re'-e'ssayer
?

..il me manque encore, seul le temps pourra gue'rir cette detresse qui m'envahit quand j'ai le malheur de penser a' son visage..je sais qu'il est loin et ne pourra revenir..le parfum de son cou me revient de temps en temps et a l'effet d'une drogue, je ne suis qu'une pauvre toxico en manque quand il hante mes pensees!
Je sais..je devient chiante a' force de parler de LUI...mais je progresse, j'essaye de l'oublier meme si c'est trooop difficile..pourtant c'est vrai que depuis que je suis loin de lui et qu'il est loin de moi je me sens mieux ( Menteuse!!!)..je ne veux meme pas penser au jour ou revenue des vacances je le croiserais dans la rue...je suis sure que tout recommencerait et je me rendrais ridicule et idiotte, sotte comme une gamine..ahh, c'est dur d'oublier...MAIS IL LE FAUT POUR MA SANTE' MENTALE

ps: dsl si je fais de fautes ou si les accents sont pratiquement inexistents mais je suis en vacances et sur l'ordi il n'y rien du tout...j'arrive pas a ecrire correctement!!!!!! ca m'Enerve!!!!!!... :P
# Postato domenica 29 giugno 2008 16:04
Modificato lunedì 30 giugno 2008 23:15

woah!

woah!
~~>par hasard j'ai trouve' sur le blog d'une copine une photo qui me rappelle bien des souvenirs...ah la la...



-Je n'ai pas grand chose à te dire
Et pas grand chose pour te faire rire
Car j'imagine toujours le pire
Et le meilleur me fait souffrir-


# Postato giovedì 26 giugno 2008 13:23
Modificato lunedì 30 giugno 2008 23:10

petites re'flections en toute libe'rte'..

petites re'flections en toute libe'rte'..
IEri sono capitata per caso sullo -space msn- di un amica di mia sorella e mi sono messa a curiosare...non saprei descrivere la mia sorpresa nel vedere nel suo album di foto una foto di Gennaro! Ho avuto un colpo al cuore, il respiro si e' fatto affannoso e il mio sguardo ha cambiato immediatamente direzione...non mi sarei mai aspettata di vederlo cosi' all'improvviso!!! Proprio quando ero riuscita a ometterlo parzialmente dai miei pensieri..comme quoi quand on ne pense plus a quelqu'un on y tombe imme'diatement dessus..= Je n'arrive pas à t'oublier Pourtant crois moi j'ai essayé Tu es pour toujours dans mon coeur Parmis mes peines et mes bonheurs. J'ai vraiment besoin de toi, De ton amour, de ta présence G...

J'AI ENVIE DE:
VOLER,
ME GLISSER TOUT PRES DE TOI,rappelle-toi..IL n'est pas DIEU!!!
FRAPPER SAUVAGEMENT MA SOEUR,
MANGER UNE POMME,
MARCHER SUR MARS..
ARRETER D'ECRIRE DES CONNERIES
# Postato lunedì 23 giugno 2008 17:40
Modificato mercoledì 02 luglio 2008 11:10